Sono tre i premi ottenuti dagli studenti dell’Istituto “Volta” nella decima edizione del “Premio alla cultura”, assegnato a conclusione del concorso intitolato a Nuccia Grosso, nota giornalista nissena prematuramente scomparsa nel 2001. Per il terzo anno consecutivo il concorso ha proposto agli istituti nisseni di celebrare un processo immaginario, in cui fosse imputato un personaggio storico.
Assunta la difesa di Maximilien De Robespierre, accusato di terrorismo, il team del “Volta”, coordinato dalle docenti Enza La Piana, Adriana Valenza e Maria Giulia Palermo, ha ottenuto il terzo posto per il miglior lavoro di gruppo, vedendo poi premiati gli studenti Simone Nitro ed Emanuele La Marca, rispettivamente nel ruolo dell’imputato e del testimone Gilbert Romme.
La cerimonia di premiazione, organizzata e condotta da Tony Maganuco, si è tenuta sabato 13 maggio presso il Teatro Margherita e ha rappresentato il momento finale del percorso storico- giuridico svolto da alcuni studenti delle classi 4° e 5° E e coordinato dalla prof.ssa La Piana, docente di Storia, con la consulenza dell’avvocato dott. Riccardo Palermo e il prezioso contributo dei magistrati dott.ssa Chiara Benfante e dott. Stefano Sallicano.
Intensa l’attività propedeutica, in cui gli studenti hanno approfondito il controverso personaggio di Robespierre, le intricate vicende relative alla Rivoluzione francese, per poi essere introdotti dall’avvocato Palermo alle conoscenze basilari del diritto penale e delle principali fasi processuali. In un secondo momento e su autocandidatura degli stessi studenti, sono stati assegnati i ruoli da assumere durante il processo, tenutosi nell’aula consiliare di Palazzo del Carmine sabato 6 maggio: oltre ai già nominati Robespierre e Gilbert Romme, gli allievi Angelo Erba e Noemi Sardella hanno impersonato altri due testimoni, rispettivamente Maurice Duplay e Charlotte Robespierre, sorella dell’imputato, mentre Letizia Inglese e Gregorio Nuara sono stati gli avvocati, che hanno condotto l’esame e il controesame dei testimoni e declamato l’arringa finale.
Lungo e appassionante il processo, per il quale il collegio difensivo del “Volta” ha prodotto ben 48 documenti per sostenere strenuamente la difesa di Robespierre: infatti, nonostante la condanna inflittagli, il personaggio, soprannominato l’”Incorruttibile”, è stato presentato in chiave innovativa, alla luce di recenti interpretazioni storiografiche, che ne hanno esaltato l’integrità morale, la formazione illuminista e l’impegno sociale: una sorta di padre delle moderne democrazie, che si è trovato nello stato di necessità di reprimere le rivolte organizzate dai reazionari per ostacolare il cammino della Rivoluzione.
Un’attività di sicura ricaduta formativa, che, come ha sottolineato il Dirigente Scolastico Vito Parisi, “ha appassionato gli studenti, i quali hanno accettato di mettersi in gioco, assumendo l’arduo compito di difendere un personaggio decisamente peculiare, che ha vissuto in un periodo storico difficile, ma fondamentale per l’era moderna” .